giovedì 16 febbraio 2012

L'attesa e l'incontro

"waiting"  image courtesy
Una neo mamma scrive una lettera dall'estero parlando dell’emozione del primo incontro con le due bimbe che ha adottato.

Eccomi qui!!  Ancora una volta scrivo di notte, sono le tre e sono sveglia, stavolta non per l’ansia, è solo che qui sotto stanotte si sono scatenati, musica, cori ... il finimondo. Non ho capito se è un’occasione speciale o se è così tutti i fine settimana … speriamo bene che domani è sabato!!! [...]
Il resto della famiglia invece se la dorme della grossa, e questo mi dà l’occasione di riordinare le idee per raccontare come sono andati questi due giorni.
Ieri siamo partiti al mattino per andare a parlare con la psicologa della sede regionale dell’Ente, colloquio importante e anche piacevole, ma noi eravamo già in agitazione perché sapevamo che dopo saremmo andati all’hogar a prendere le bimbe. Se dovessi dire ora cosa ci siamo detti non credo che ci riuscirei … Comunque eravamo preparati al fatto che l’incontro poteva andare in maniera diversa da quello che speravamo, che a volte i bambini possono piangere oppure non accettare subito uno dei due genitori. Insomma, cercavamo di non aspettarci grandi entusiasmi immediati.
Finito l’incontro siamo saliti sul taxi per andare dalle bimbe. Durante il tragitto non riuscivamo a parlare molto, io e Fabio ci guardavamo e ci sorridevamo come due ebeti e intanto ci scolavamo abbondanti dosi di Rescue Remedy…
Arrivati all’hogar ci hanno accolto la psicologa, l’assistente sociale e il direttore. Abbiamo fatto un colloquio, ci chiedevano se avevamo delle domande da fare, se avevamo qualcosa da dire …  ma noi non volevamo sapere più niente … volevamo solo vederle!!
Finalmente si sono alzati tutti e ci hanno detto di aspettare che le avrebbero chiamate. Quei pochi minuti di attesa li ho passati a guardare la porta vuota e a sentire il mio cuore che batteva come un tamburo … e poi, finalmente sono entrate!!  Mercedes, non ho fatto quasi in tempo a vederla perché appena entrata è volata tra le braccia di  Fabio e ci è rimasta per 10 minuti buoni. Non smetteva più di abbracciarlo e di baciarlo!! Soledad, la piccola, quando ha visto la sorella “sparire” tra le braccia del papà si è guardata intorno disorientata, senza sapere che fare. Allora l’ho sollevata e l’ho presa in braccio, lei si è subito avvinghiata e si è stretta fortissimo a me. Siamo rimasti lì tutti e quattro per 10 minuti buoni a stringerci senza dire quasi una parola, poi  Mercedes è venuta da me e   Soledad è andata dal papà.
Continuavamo a ridere, ad abbracciarci a due a due e tutti insieme, finché ci siamo seduti tutti e quattro sul divano e abbiamo tirato fuori i regali per le bimbe. Allora abbiamo cominciato a giocare, fare bolle di sapone, cospargerci di profumo (portato per  Mercedes che aveva chiesto quello dall’Italia). Anche il papà, odorava come una vera signora!!!
Tutti gli altri erano usciti tranne il nostro accompagnatore che è rimasto a filmare l’incontro. Abbiamo iniziato a parlare con le bimbe, sinceramente non so cosa ci siamo detti, lo rivedrò nel filmino, però insomma, è andato tutto benissimo. Dopo un po’, non saprei dire quanto, ci hanno detto che potevamo andare via con loro, saremmo tornati l’indomani nel pomeriggio per la festa di addio.
Siamo arrivati a casa e le cose sono andate molto bene. La giornata è passata benissimo, le bimbe erano affettuosissime e non smettevano più di abbracciarci e di dirci che erano contente.  Abbiamo giocato, cantato, disegnato, insomma fatto tutte le cose che si fanno con i figli (quando non si è troppo stanchi). Quello che mi ha stupito più di tutto in questa prima giornata è stato Fabio, che per tutti questi due anni ha continuato a dirmi che lui con i bambini non era capace, che non aveva mai avuto rapporti con un bambino, che all’inizio avrei dovuto aiutarlo ecc..E invece  si è messo subito a giocare con le sue figlie, a coccolarsele e a parlare con loro. Insomma è stato immediatamente a suo agio, sembrava che fosse papà da sempre!!. Abbiamo mangiato senza problemi, le bimbe assaggiano tutto, ci siamo subito lanciati con i broccoli e la rucola (che azzardo)  Soledad dice di ogni cosa: “No me gusta” e poi se la aiutiamo se la mangia tutta!!  Mercedes divora ogni cosa le metti davanti, basta dire che alla festa d’addio dell’hogar quella che ha pianto più di tutti è stata…la cuoca!!
La nottata è passata bene, le bimbe sono crollate subito dopo tante emozioni,  Soledad si è poi svegliata alle sei piangendo e chiamando mamma, l’ho fatta venire nel lettone e si è riaddormentata subito. Il giorno dopo avevamo la sentenza dal giudice, doveva essere la prima e poi sarebbe seguita la seconda dopo 10-15 giorni. Ci ha tenuto dentro due ore e mezzo, ha voluto parlare anche con le bimbe da sole. Soledad, appena ha sentito che noi due saremmo dovuti uscire, si è messa a piangere e non ha voluto saperne. E’ rimasta dentro Mercedes che ha parlato per 10 minuti buoni. Non so cosa si siano dette, so solo che la giudice ha detto che le cose andavano così bene che non ci avrebbe fatto la seconda udienza. Insomma, ha emesso la sentenza di ’adozione in quella stessa udienza e così siamo già ufficialmente i genitori delle bimbe!! Ora mancano tutti gli altri documenti per venire in Italia, però siamo a buon punto .
Che altro dire?? Intanto che siamo stati veramente fortunati perché hai voglia a dire che dipende molto dai genitori, ma con due bimbe così come fanno ad andare male le cose?? So che non sarà sempre così, questa luna di miele finirà, però per il momento ce la godiamo e quando verranno fuori bizze e capricci o problemi di qualsiasi tipo li affronteremo.
Sono molto diverse tra loro, Mercedes è una bimba tranquilla, però molto solare, adora ballare e cantare e le piace anche giocare da sola. Soledad ha sempre le mani in pasta in qualcosa, adora lavare i piatti e giocare con l’acqua. Dopo il primo che si è rotto li abbiamo comprati di plastica dura e ora si può divertire con abbondanti dosi di acqua e detersivo (alla faccia del babbo ecologista!!) Ci sarebbero tante altre cose da dire su di loro, ma per il momento mi fermo qui.
Giulia, mamma adottiva

11 commenti:

Galatea ha detto...

Molto emozionante questo racconto... grazie per averlo condiviso

Giovanna ha detto...

complimenti un racconto bellissimo grazie per averci reso partecipi

Adriana Riccomagno ha detto...

Che bello!!!

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Che racconto dolce!! È un canto all'amore!

Sandro ha detto...

La spontaneità e l'autenticità di questo racconto mi ha molto commosso. Ho una figlia che ha adottato da poco un bambino col quale i genitori hanno un po' di difficoltà. Però ritrovo nelle parole di Giulia l'entusiasmo e le paure di una mamma e della mia stessa figlia. Siete un gran bell'esempio di generosità e di coraggio.

Tiziano ha detto...

grazie di aver condiviso con noi questo bellissimo e toccante raconto

Erika ha detto...

Racconto molto commovente. Sono stata colpita soprattutto dall'abbraccio di Mercedes al suo futuro papà. Questi bimbi si sentono tanto soli ed hanno bisogno di molto amore.

Arianna ha detto...

Quella figura femminile che attende dietro il vetro è la rappresentazione fotografica del senso e del significato del bellissimo post che riesce a trasmettere delle emozioni.

luciana ha detto...

Ho pianto dalla commozione vi auguro ogni bene
luciana

Mariagrazia ha detto...

Anch'io ho adottato una bambina dalla Colombia e le tue emozioni sono quelle che ho provato anch'io. e un pò perché le hai descritte con tanto sentimento e un pò perchè ho provato quello che scrivi che leggerti mi ha molto commosso. E' sempre bello leggere di altre mamme che vivono la mia esperienza.
Mariagrazia

civettacanterina ha detto...

Giulia, anzi mamma Giulia, buon lavoro e grazie per aver pubblicato e condiviso questo tuo scritto.
Un bacio grande alle tue bimbe da una nonna emozionata.
Nonna Civetta Canterina

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