domenica 5 febbraio 2012

Telemaco e l'amico fidato

Telemaco e Mentore
Non ci sono solo anziani nell’attività dei volontari Seneca, c’è anche chi, volendo occuparsi degli “altri”, sentendo cioè l’esigenza di dedicare parte del proprio tempo a chi è in una situazione di disagio, non si impegna solo nell’assistenza di anziani fragili e bisognosi di appoggio, ma si guarda attorno e completa il proprio volontariato con scelte diverse. E’ il caso di Carla che all’impegno con Seneca ne affianca un altro, quello con la Società Umanitaria, nell’ambito del progetto “Monitore”. Le cose sono andate così: al momento della pensione, a Carla è stato proposto di impegnarsi nel mondo del volontariato, e, quasi in contemporanea, ha ricevuto due proposte: da Seneca, appunto, e dalla Società Umanitaria. Le ha accolte entrambe, e ora ha accettato di raccontare che cosa significa fare il “Mentore”. [...]
Il progetto “Monitore” prevede che un adulto segua un bambino/a, alunno delle elementari o delle medie, a rischio di abbandono scolastico, e lo incontri, una volta alla settimana, presso la scuola che frequenta, per trascorrere con lui un’ora serena, di svago, non legata all’impegno scolastico.
Il progetto prevede un rapporto del tutto particolare “ isolato” dai rapporti con la famiglia o con gli insegnanti, deve essere un legame di fiducia e amicizia, libero da compiti e impegni, rassicurante e spontaneo. L’abbinamento adulto (il Mentore) - bambino/a (Telemaco) viene fatto da una psicologa: Carla, come prima esperienza, si è occupata di un’ alunna di prima media, che però, bocciata, ha ripetuto l’anno e e in seguito ha cambiato istituto, passando ad una scuola non convenzionata con il progetto Monitore, così che il contatto si è perso.
L’esperienza, dopo un periodo di intervallo, ha avuto un seguito: dal gennaio dello scorso anno, a Carla è stato affidato un bambino di origini marocchine, Ahmed, che frequenta la quarta elementare nella scuola di un quartiere periferico di Milano, nella quale affluiscono alunni di diverse etnie, prevalentemente immigrati di religione musulmana.
Così, una volta alla settimana, Carla va alla scuola di Ahmed per trascorrere un’ora con lui. Ahmed è un bambino impegnativo, e non è certo stato facile stabilire un rapporto con lui, capire che cosa gli interessa, trovare giochi che lo impegnino e lo coinvolgano. All’inizio della conoscenza Ahmed esibiva un’arroganza tipicamente maschile, certo seguendo modelli familiari, e non mostrava nessuna voglia di ridere o scherzare. Poi, piano piano, si è sciolto, ora ride se preso in giro e riesce, a sua volta, a ricambiare lo scherzo. Non solo, invia concreti segnali di gradimento: chiama la valigetta 24ore che Carla porta con sé, piena di giochi, libri e fogli da disegno, “scrigno del tesoro”, la apre con curiosità e interesse, vuole portarla lui quando finisce l’ora e deve rientrare in classe.
Carla valuta positivamente l’esperienza con Ahmed, vederlo ridere e giocare è una grande soddisfazione, si è creato un coinvolgimento emotivo che ha trovato la strada giusta e ha stabilito un legame positivo che arricchisce entrambi.
Anna T

11 commenti:

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Carla è un vero esempio per tutti i noi! I miei sinceri complimenti!

Buona Domenica, spendiamo bene anche questo giorno, è una nuova possibilità.
Apriamo le braccia alla vita.
Un carissimo saluto per Ambre e tutti voi!

Luigi ha detto...

è una specie di tutor, per usare un linguaggio che va di moda adesso: e ce n'è un grande bisogno oggi!!!
Buona domenica e grazie per la testimonianza che date!!!

Erika ha detto...

Sono molto favorevole a queste attività perchè, attraverso questi contatti umani, molti ragazzi possono essere aiutati ad integrarsi meglio nella società e nella scuola.
Grazie Carla!
Un caro saluto a te, cara Anna.

Maraptica ha detto...

Che belle queste iniziative... hai tutta la mia stima cara Ambra. Un saluto.

Giovanna ha detto...

complimenti iniziative così sono davvero bello dovremmo tutti farle

mr.Hyde ha detto...

E' bello pensare che ci sono queste iniziative, e persone speciali come Carla che le portano avanti!

Sandra M. ha detto...

Esperienze da diffondere . Ce n'è un gran bisogno. E come dice il post, i benefici sono per entrambi gli "attori".

Soffio ha detto...

Come si dice...piccole storie oscure ai più che danno senso al resto

Carmine Volpe ha detto...

dovrebbe essere questo lo spirito del volontoriato anche solo il successo di un caso su dieci varrebbe sempre la pena :-)

Tiziano ha detto...

Queste iniziative sono da lodare per l'impegno e l'aiuto che danno ha questi giovani perche possano vivere nella società e crearsi un domani migliore
buona serata
Tiziano.

eligio ha detto...

anche io come carla, sono un mentore del programma monitore. da diversi
seguo ragazzi per prevenire l'abbandono scolastico.
cosa dobbiamo fare, dobbiamo crcare di diventare amici di questi ragazzi.
parlare,giocare con loro. dobbiamo
fare crescere la fiducia in se stessi.
posso assicurarvi che da grande soddisfazione.

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