martedì 4 ottobre 2011

".... ma Milan l'è on gran Milan." [*]

Milano, secondo un vecchio detto, ha “il cuore in mano”.
Era così in passato,  ed è vero ancora oggi, dal momento che la città ospita, in Italia, il maggior numero di associazioni di volontariato e quindi di volontari.
E’ in continua crescita il numero di persone che si occupano di altri, delle persone meno fortunate  e più bisognose, senza ricevere denaro in cambio del loro lavoro. [...]

Che fosse così anche due secoli fa, che sin da allora ci fossero persone colte e abbienti  che pensavano agli altri è testimoniato da un curioso  documento che si riferisce al 1807, pubblicato su Facebook e segnalatoci da Liz.
Ve lo proponiamo:  buona lettura!

<Il canonico Mantovani, sotto il giorno 1 ottobre 1807, annotava nel suo Diario alcune notizie significative riguardanti i provvedimenti di pubblica assistenza adottati dal governo e da alcune importanti personalità della società milanese.>
 "Con decreto del Viceré [Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno italico dal 1805 al 1814, NdR] si è pubblicata jeri la istituzione di un Conservatorio di 24 allievi gratuiti, diciotto maschi e sei femmine, nel locale della Passione, per imparare la Musica, aperto a tutti i giovanetti della città per questa scienza.
Alcuni ricchi e virtuosi cavalieri della nostra città, di cui capo è il signor Marchese Arconati, hanno fatto disegno, e coll'opera e direzione dell'ottimo Barnabita P. De Vecchi, stanno riducendolo in pratica, di fissare, per quanto sarà possibile, in ogni parrocchia di Milano, una casa di scuola ed educazione per le povere figlie della città, in cui saranno ricevute giornalmente ed assistite con carità e larghezza tutte quelle le di cui famiglie sono incapaci di farle ben educare dagli anni primi sino alli 19 ecc., coll'intenzione anche di coadjuvarle o nel loro collocamento, o d'impiegarle in servizio decente e sicuro per ogni pericolo.
Sonsi già stabilite 9 case, per 9 parrocchie, e destinate due saggie (sic!) maestre per ogni casa, colla soprintendenza di alcune virtuose dame e matrone, che di tempo in tempo visiteranno queste case per invigilare, e provvedere ai bisogni. Se questo stabilimento prenderà consistenza, con ragione di spera di vedere alcun poco minorati gli scandali tanto frequenti nelle famiglie, e i bordelli meno numerosi nelle contrade della città colla rovina della povera gioventù".
Il "locale della Passione" era l'ex convento dei Canonici Lateranensi, divenuto, per iniziativa del viceré, sede del conservatorio musicale, tuttora esistente. La chiesa di Santa Maria della Passione, a lato del convento, si trova in fondo alla via omonima, negli antichi borghi al di là dell'antico naviglio interno, nel Sestiere di Porta Orientale.
I padri Felice e Gaetano De Vecchi, barnabiti, assunsero un ruolo importante nell'istituzione di case per la carità in collaborazione con la nobiltà. Felice De Vecchi era parroco in quegli anni a Sant’Alessandro (Porta Ticinese).
 Il marchese Carlo Arconati (1750-1816), membro del consiglio comunale di Milano, faceva parte della Congregazione di Carità di Milano. La moglie Teresa Trotti (1765-1805) aveva fondato con altre esponenti della nobiltà la "Società del Biscottino" per dare assistenza alimentare e spirituale ai malati dell'Ospedale Maggiore. I milanesi la definivano ‘congrega del Suss’ o ‘damm del bescottin.”

Testo ripreso da FB, gruppo “A passeggiar per sestieri milanesi”, Gabriele Coltorti.

[*]  “… tutt el mond a l’è paes, a semm d’accòrd, ma Milan l’è on gran Milan!”  - Testo finale della canzone “Oh mia bela Madunina” di Giovanni D’Anzi.

8 commenti:

tiziano ha detto...

Penso sia un onore per una città come Milano avere un cosi nobile primato, in questi tempi c'è sempre più bisogno di volontari,
ai ragione "MILANO E SEMPRE UNA GRANDE MILANO"
Anche se un Po caotica e sempre bella,
buona serata
Tiziano

Sandro ha detto...

Questo linguaggio antico aggiunge qualcosa in più alla già preziosa attività che svolgete. Grazie a nome di tutti.
Sandro

Mercedes Mariño Casillas(mirazo) ha detto...

Milan es una ciudad preciosa que fui hace bastante tiempo, y con lo que escribes tengo que volver .
Un abrazo

Sandra M. ha detto...

Il volontariato dà sicuramente un senso profondo all'antico detto.

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

È un documento di molto valore, che sottolinea l'importanza di aiutare gli altri, che fa bene a loro ma anche a sé stesso e costruisce una società migliore. Milano è fantastica si aggiunge questo alla sua magia!

cosimo ha detto...

Ormai non c'è città o paese d'Italia che non abbia almeno una associazione di volontariato. Sono sempre le benvenute, anche se bisogna essere vigili sui loro fini. Ormai dilagano quelle che nascondono la malavita. Come ultimamente documentato da "Le Iene". Alcuni si spacciavano e sicuramente si spacciano ancora, per volontari della Sclerosi Multipla. E chissà di quante altre vere e benemerite associazioni di volontariato.

Stefano ha detto...

Cosimo, tu hai ragione, ma sono le dimensioni del fenomeno quelle che contano. Non mi risultano ci siano dati statistici in questo senso, non sappiamo quante sono le organizzazioni mafiose che si nascondono dietro il vessillo del volontariato. Io ti posso dire che le associazioni che io conosco - tante anche se nella sola città di Milano - riescono a malapena a sopravvivere grazie ai bandi e alle sovvenzioni private e spesso - te lo dico per esperienza - sono i volontari che si accollano le piccole spese inevitabili nell'esercizio del volontariato, proprio per non gravare sulla organizzazione che non sarebbe in grado di sostenerle e di rimborsarle a tutti i volontari.
Stefano.

Ricardo Miñana ha detto...

Hola guapa, no conozco Milan, debe de ser una ciudad bonita, a traves de documentales conozco la Toscana, me encantaría un viaje a la Toscana
es preciosa.
feliz semana.
un abrazo.

Iscriviti a Feed Burner