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courtesy TheBigTouffe |
Eppure un esercito di “gentili” cammina,
inavvertito, per le strade della città.
Non li noti. Non alzano la voce pur non
essendo afoni, indossano abiti discreti quanto loro, non ti spintonano, non ti
scavalcano in coda, anzi magari ti chiedono [...]
“c’era prima lei?” e, “vero signora che caldo oggi che fa?” (Lo so, anche un serial killer potrebbe rispondere a questa descrizione, chi l’avrebbe mai detto era così gentile).
“c’era prima lei?” e, “vero signora che caldo oggi che fa?” (Lo so, anche un serial killer potrebbe rispondere a questa descrizione, chi l’avrebbe mai detto era così gentile).
[I
cortesi]
Si recano al lavoro puntuali, in fila come
formichine, dicono buongiorno, grazie, prego e persino ancora l’ormai
considerato out buon appetito. Se una persona anziana ha un capogiro, rallenta,
si appoggia a un muro – l’afa dei giorni scorsi ci ha provati – un gentile se
ne accorge subito, le si avvicina, non soffre di quel diffuso disturbo visivo
che ti permette di vedere nitidamente solo vetrine di scarpe (con annessa tua
meravigliosa immagine riflessa), ma non gli esseri umani che ti camminano o
barcollano accanto. I vecchi, sempre più numerosi, camminano a piccoli passi e
dopo due o tre farebbero volentieri, come gli amabili merli, una sosta. Sui
marciapiedi, lungo il percorso che porta alla farmacia, al panettiere con cui
scambiare le uniche parole della giornata, spazio per panchine certo non ce
n’è, ma per punti di sosta si. L’arredo urbano dovrà pur tener conto del loro
progressivo aumentare di numero: occorrono, lungo i muri o attorno ai pali,
sedili poco sporgenti, minimi (pesano così poco i vecchini), come gli
ex-strapuntini dei treni, anche solo quattro mattoni in croce. O vogliamo
chiuderli a chiave in casa per i loro ultimi vent’anni e arrivederci
nell’aldilà? Spezzare la giornata con due passi fuori può rendere loro meno
insopportabile la vita. A cosa servono i tram gratis se per salirvi devono
scalare il K2?
Le code che i gentili non scavalcano, in
questi primi giorni di scuola si fanno dal cartolaio; i testi li hai già
pagati, eccome; almeno qui pensi di cavartela con poco, ma ti sbagli di tanto.
All’iper fanno sconti, ma maestri e prof danno un lungo elenco dettagliato con
misure in mm, formato, tipo di anelli, di cartone, di plastica, di margini; una
filippina smarrita tra gli scaffali, foglietto in mano, mi ha chiesto “scusi
cos’è F4, ruvido, porta-listini, raschietto?”
Rendici più leggeri tu, gentile poesia:
“Mentre i ragazzi fanno il tema / e le loro teste sono chine sul foglio / la
stanza della classe riposa quieta / e brilla come una luce intorno ai loro capi
…,” sono versi del poeta (e prof) Claudio Damiani.
Vivian Lamarque
6 commenti:
Purtroppo e una realtà che non puoi sfuggire quando arrivi ad una certa età per fortuna esiste ancora della buona gente e dei bravi ragazzi, buona giornata,
Calma , gentilezza, lentezza, attenzione agli altri, voglia di guardare negli occhi-sorridere-salutare,...buona educazione: "merce" parecchio rara da un po' di tempo. Non sfuggono nemmeno le persone in età , però. Anzi, sono tantissimi gli anziani indisciplinati-litigiosi-irrispettosi del turno ...per esempio nelle file:devono essere sempre primi, come se perdessero il treno.
bello, bello, bello!!!
Per fortuna esistono ancora gli angeli
Buon week-end
Che bel post!!!
Quante verità!!!
Spesso la gente è distratta , frettolosa, con pensieri e preoccupazioni che frullano per la testa e non si guarda in giro, concentrata sulle proprie cose...
Si, gentili... educati... ma con la testa altrove dimenticando che intorno a loro c'è un prossimo che è fragile, poco autonomo... solo... bisognoso
Concordo sul tuo post...mai dimentichere cio' che siamo e..cio' che avremmo potuto essere solo cosi possiamo guardare intorno a noi con animo libero..
Gio'
http://remenberphoto.blogspot.com/
La gentilezza...dote oramai rara!
Riprendendo la frase iniziale...
"Eppure un esercito di “gentili” cammina, inavvertito, per le strade della città."
Secondo me, sono le persone che devono fare più chiasso, di chiunque altro, perché sono la parte positiva del nostro paese. Coloro che la maggior parte delle volte sta vicino a chi ha bisogno. Occupandosi dei più deboli...
Non voglio più vedere scene come quelle viste a Roma il 15 ottobre...
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