venerdì 28 ottobre 2011

L'"esercito" dei ben educati body guard degli anziani

courtesy TheBigTouffe
Un testo proposto da Roberta e tratto dalla rubrica "Gentilmente" del Corriere della Sera

Eppure un esercito di “gentili” cammina, inavvertito, per le strade della città.
Non li noti. Non alzano la voce pur non essendo afoni, indossano abiti discreti quanto loro, non ti spintonano, non ti scavalcano in coda, anzi magari ti chiedono [...]
“c’era prima lei?” e, “vero signora che caldo oggi che fa?” (Lo so, anche un serial killer potrebbe rispondere a questa descrizione, chi l’avrebbe mai detto era così gentile).
[I cortesi]
Si recano al lavoro puntuali, in fila come formichine, dicono buongiorno, grazie, prego e persino ancora l’ormai considerato out buon appetito. Se una persona anziana ha un capogiro, rallenta, si appoggia a un muro – l’afa dei giorni scorsi ci ha provati – un gentile se ne accorge subito, le si avvicina, non soffre di quel diffuso disturbo visivo che ti permette di vedere nitidamente solo vetrine di scarpe (con annessa tua meravigliosa immagine riflessa), ma non gli esseri umani che ti camminano o barcollano accanto. I vecchi, sempre più numerosi, camminano a piccoli passi e dopo due o tre farebbero volentieri, come gli amabili merli, una sosta. Sui marciapiedi, lungo il percorso che porta alla farmacia, al panettiere con cui scambiare le uniche parole della giornata, spazio per panchine certo non ce n’è, ma per punti di sosta si. L’arredo urbano dovrà pur tener conto del loro progressivo aumentare di numero: occorrono, lungo i muri o attorno ai pali, sedili poco sporgenti, minimi (pesano così poco i vecchini), come gli ex-strapuntini dei treni, anche solo quattro mattoni in croce. O vogliamo chiuderli a chiave in casa per i loro ultimi vent’anni e arrivederci nell’aldilà? Spezzare la giornata con due passi fuori può rendere loro meno insopportabile la vita. A cosa servono i tram gratis se per salirvi devono scalare il K2?
Le code che i gentili non scavalcano, in questi primi giorni di scuola si fanno dal cartolaio; i testi li hai già pagati, eccome; almeno qui pensi di cavartela con poco, ma ti sbagli di tanto. All’iper fanno sconti, ma maestri e prof danno un lungo elenco dettagliato con misure in mm, formato, tipo di anelli, di cartone, di plastica, di margini; una filippina smarrita tra gli scaffali, foglietto in mano, mi ha chiesto “scusi cos’è F4, ruvido, porta-listini, raschietto?”
Rendici più leggeri tu, gentile poesia: “Mentre i ragazzi fanno il tema / e le loro teste sono chine sul foglio / la stanza della classe riposa quieta / e brilla come una luce intorno ai loro capi …,” sono versi del poeta (e prof) Claudio Damiani.
Vivian Lamarque

6 commenti:

tiziano ha detto...

Purtroppo e una realtà che non puoi sfuggire quando arrivi ad una certa età per fortuna esiste ancora della buona gente e dei bravi ragazzi, buona giornata,

Sandra M. ha detto...

Calma , gentilezza, lentezza, attenzione agli altri, voglia di guardare negli occhi-sorridere-salutare,...buona educazione: "merce" parecchio rara da un po' di tempo. Non sfuggono nemmeno le persone in età , però. Anzi, sono tantissimi gli anziani indisciplinati-litigiosi-irrispettosi del turno ...per esempio nelle file:devono essere sempre primi, come se perdessero il treno.

Luigi ha detto...

bello, bello, bello!!!
Per fortuna esistono ancora gli angeli
Buon week-end

zicin ha detto...

Che bel post!!!
Quante verità!!!
Spesso la gente è distratta , frettolosa, con pensieri e preoccupazioni che frullano per la testa e non si guarda in giro, concentrata sulle proprie cose...
Si, gentili... educati... ma con la testa altrove dimenticando che intorno a loro c'è un prossimo che è fragile, poco autonomo... solo... bisognoso

Dual ha detto...

Concordo sul tuo post...mai dimentichere cio' che siamo e..cio' che avremmo potuto essere solo cosi possiamo guardare intorno a noi con animo libero..
Gio'
http://remenberphoto.blogspot.com/

tilli ha detto...

La gentilezza...dote oramai rara!
Riprendendo la frase iniziale...

"Eppure un esercito di “gentili” cammina, inavvertito, per le strade della città."

Secondo me, sono le persone che devono fare più chiasso, di chiunque altro, perché sono la parte positiva del nostro paese. Coloro che la maggior parte delle volte sta vicino a chi ha bisogno. Occupandosi dei più deboli...

Non voglio più vedere scene come quelle viste a Roma il 15 ottobre...

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