giovedì 22 marzo 2012

Si può ancora morire di tisi?

John Keats
morto di tubercolosi nel 1821
Quello che sembrava un incubo relegato al passato, ad un mondo di consunzione, di artisti morti di tisi tra il Settecento e l’Ottocento in aura melanconica e romantica, è invece ancora presente.
La malattia rientra nelle infezioni pandemiche e ogni anno nel mondo miete circa 1,7 milioni di vittime.
Si parla di 400 nuovi casi di tubercolosi all’anno, a Milano (fonte Asl), città che detiene un ben triste primato, rispetto ad altre città italiane.
Il fenomeno è legato all’aumento  dell’immigrazione, difatti il 70% dei casi nel capoluogo lombardo riguarda cittadini stranieri.
Maggiormente colpiti sono gli uomini (2 a 1) e soprattutto gli anziani.[...]
Teoricamente la malattia può colpire soggetti di ogni strato sociale, ma il rischio è maggiore laddove esistono situazioni  di fragilità ed in particolare quando la provenienza è da Paesi dove povertà, emarginazione e disagio sociale sono i maggiori fattori di rischio.
La tubercolosi non risparmia neppure i bambini che rappresentano il 5% dei casi accertati.
Consolante è però la constatazione che in Italia la percentuale di guarigione è del 67%, e a Milano poi l’indice di guarigione è mediamente del  73% con punte del 95% (Villa Marelli dell’Ospedale Niguarda).
Il 24 marzo – Giornata mondiale della Tubercolosi – si svolgerà a Milano, a Palazzo Marino il convegno «La TB nelle aree metropolitane» e si parlerà della malattia e dell’importanza della sua prevenzione.
All' indirizzo del Ministero della Sanità potete trovare un pdf con maggiori informazioni sulla malattia e sulla profilassi da adottare.
Ambra

9 commenti:

Sandra M. ha detto...

Ho letto che questa malattia ha di nuovo preso piede...in sordina e piano piano, ma c'è. Forse si è troppo presto abbassata la guardia. Fino ad una decina d'anni fa , nel mondo della scuola, c'erano controlli periodici per gli alunni e tutti gli operatori scolastici avevano l'obbligo di schermografia biennale...ma solo pochi dirigenti pretendevano il rispetto della normativa.

Tiziano ha detto...

Grazie Ambra per questa importante notizia che può aiutare a prevenire questa malattia da non sottovalutare
un caro saluto
Tiziano.

Eleonora Elan Sbettega ha detto...

Mia madre che lavora in una casa di riposo come oss si è ritrovata più volte ospiti con questa malattia!
Tutti italiani, in realtà, però effettivamente più uomini che donne.

Dai suoi racconti, però, è veramente pesante, anche come forma di contagio: basta veramente poco, infatti, perché venga trasmessa!
E' rassicurante invece la percentuale di guarigione ^^

Antonella Leone ha detto...

mi fa piacere incomtrare persone come te che ne parlano, è un problema gravissimo e c'è il bisogno di informare perchè molti non sanno nemmeno lontanamente di cosa si parla in questo post! complimenti!

Giovanna ha detto...

lo sai io non avevo mai sentito questa malattia grazie per il post

Lorenzo ha detto...

C'è un ritorno di questa malattia, specialmente chi è acontatto con situazioni di povertà estrema e scarsa igiene. Una volta c'erano i dispensari provinciali, credo sia ora di attivarsi nuovamente in tal senso.

Lorenzo

tiziana ha detto...

Da non credere!
un saluto tiziana

Suzane Weck ha detto...

È um prazer conhecer Teu espaço,gostei muito embora não consiga entender tudo perfeitamente.Mas aos poucos vou recordando,pois minha avó materna só falava comigo em italiano,e isso faz muitooooooo tempo.Grande abraço.

mr.Hyde ha detto...

Cara Ambra ti saluto, sapevo che esiste un decreto (sono andato a rilevarlo), il DPR n. 465 del 7 novembre 2001, che ha stabilito che la vaccinazione antitubercolare è obbligatoria soltanto in alcuni casi (addetti ai lavori) e che comunque, qualora si decidesse il vaccino bisogna controllare sui suoi effetti collaterali..
Grazie per l'informazione,( ho due figli piccoli..)

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