mercoledì 25 maggio 2011

Liz si racconta

immagine dal web
Quando si incontra per la prima volta una persona che dedica parte del suo tempo al volontariato, viene quasi spontaneo chiedersi perché lo fa, certamente non per curiosità, ma per capire, per condividere un'esperienza, per imparare. Da circa due anni Liz, un pomeriggio alla settimana, trascorre un paio d’ore con un gruppo di signore anziane  [...]
che incontra presso la sala parrocchiale di San Curato d’Ars, al Giambellino. Con altre volontarie, si organizzano giochi di società, si ascolta musica, si fa merenda insieme.
"Mi considero una volontaria un po’ anomala - racconta Liz - in quanto la mia esperienza ha preso avvio da una conversazione con Roberta Garbagnati /vicepresidente di Seneca/  la quale, sapendo che frequento un laboratorio teatrale, mi ha chiesto se ero disponibile a collaborare all’organizzazione di uno spettacolo alla “Casetta” del Giambellino. Ho accettato con entusiasmo ed ho iniziato a lavorare: poi, per una serie di problemi organizzativi, il progetto non è andato in porto, ma ormai la scintilla era scoccata. Con le signore del Giambellino, le “ragazze” come mi piace chiamarle, si era creato un rapporto di amicizia, un’abitudine da coltivare, non guidata dalla  ricerca di valori che non fossero il piacere di ritrovarsi, di vedersi regolarmente senza bisogno di rincorrere ogni volta l’occasione.”
“Giudico la mia esperienza del tutto positiva -  prosegue Liz - le “ragazze” del Giambellino per me sono amiche, magari un po’ più anziane di altre, che mi danno una grande opportunità, quella di entrare in contatto con una realtà che altrimenti non avrei avuto modo di conoscere e di fruire di un patrimonio umano che non si deve in alcun modo disperdere. Ho imparato che senza passato non c’è neppure futuro, che l’incontro tra generazioni  è per gli uni uno strumento per conservare la memoria e  far rivivere i ricordi, per gli altri è il privilegio di ricevere, di allargare i propri orizzonti. Non solo, è anche un modo per partecipare attivamente alla vita della città, per  entrare a far parte di mondi che solo il contatto diretto rende vicini e amici”
Anna T.

6 commenti:

Ambra ha detto...

E' vero quello che dice Liz. C'è un filo conduttore che lega le generazioni dal passato al futuro, un filo tenuto saldo da ricordi ed esperienze trasmesse dalle generazioni più vecchie a quelle più giovani.

Erika ha detto...

Certo, che per te, Liz, è un'esperienza molto positiva avere dei contatti con queste "ragazze".
Incontrandole , offri loro un po' del tuo tempo, un po' di amore ma, grazie a loro, fai un tuffo nel passato che ti arricchisce.
Buon fine settimana.

Sandra M. ha detto...

E si scopre che si riceve almeno altrettanto rispetto a quanto si dona. Se non di più. Sbaglio?

tiziana ha detto...

complimenti per quello che fate!!

Giuliana ha detto...

Complimenti. E' bello fare qualcosa per gli altri e non pretendere niente in cambio. Spesso si riceve molto di più, un sorriso e un grazie...Ricordo quando mia mamma era ricoverata in ospedale, una sua vicina non riusciva a mangiare e le volontarie tardavano (dovevano fare tutto il giro...) e quindi l'ho aiutata. Alla fine non la smetteva di ringraziarmi, voleva darmi delle caramelle...Io mi sono sentita bene nel far del bene. Ciao. Giuliana "GOGO".

Elio ha detto...

Amici tutti, ricordate:
OGGI RICORRE ILò 13° COMPLEANNO DI SENECA!!!!!!!!!!!!!!!
AUGURI A TUTTI!!!!!!!!!
Elio

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