martedì 31 maggio 2011

I nonni orfani

L'Italia, è noto, è un paese che invecchia: oggi  gli over 65 sono circa 10 milioni ma si deve purtroppo constatare che la società non è organizzata a misura di anziano, e avere in casa una persona avanti con l’età, soprattutto se non è in grado di provvedere da sola alle proprie esigenze, è problematico. La famiglia patriarcale, nella quale convivevano generazioni diverse, è ormai un ricordo lontano, oggi i figli, o  [...]

più spesso il figlio unico, vivono lontano dai genitori, presi dalle loro famiglie e da un lavoro impegnativo. 
E allora ecco comparire un personaggio sino ad alcuni  anni fa sconosciuto, quello della badante, a cui affidare i propri cari. Lei è una "compagnia rassicurante" come sosteneva il 54% degli over 60 intervistati per una rivista femminile ed è una scappatoia per i figli che non vogliono o non possono occuparsi dei genitori anziani. Ma e loro? Le badanti? Cosa lasciano alle spalle? Se lo è mai chiesto nessuno?  Gli anziani – e il discorso vale sia  che vivano in Italia, sia che vivano nei paesi del grande flusso migratorio – sono dei nonni, figure che nelle famiglie fungono da anello di congiunzione tra passato e presente.
I nonni - in tutto il mondo -  sanno spesso sostituirsi ai genitori, liberi da impegni di lavoro curano e allevano i nipoti,  danno loro un affetto insostituibile.
Questo complesso rapporto tra generazioni   purtroppo a volte si interrompe brutalmente, quando i figli e con loro i nipoti sono costretti a emigrare causando una separazione forzata. E’ allora che i nonni si  sentono del tutto abbandonati, vecchi orfani privati degli affetti più cari.
Una condizione dalla quale è difficile uscire: ricongiungerli, strappandoli alla loro casa e alle loro abitudini, sarebbe  estremamente doloroso. E non da ultimo la questione economica funge pesantemente da freno anche a  visite, a incontri in Italia o nel paese d’origine tra i componenti di un nucleo famigliare spezzato. Un legame speciale, sacrificato per un obiettivo apparentemente più grande: quello di costruire un futuro migliore per i propri figli in un altro paese.
Ma i nonni sono sacrificabili per una vita che si pensa possa essere migliore? I figli di immigrati possono fare a meno di loro o al contrario perdono una figura fondamentale della propria infanzia? E infine, quanto costa ai nonni la lontananza dalla famiglia che hanno generato?
Almeno i nostri anziani possono “utilizzare” le badanti come sostitutive di figli e nipoti. Loro, i nonni che vivono in paesi lontani, divenuti orfani, ancorati in altre culture e altri paesi, loro no.
Ambra dB.
Image by Okinawa Soba Creative Commons-NonCommercial-SahreAlikeLicense

8 commenti:

Erika ha detto...

Giuste considerazioni, cara Ambra. Tanta sofferenza da entrambi le parti.
Bellissima la foto che hai inserito.
Un caro saluto

Delfina ha detto...

Purtroppo è la cruda realta',
cosa possiamo creare nel frattempo?......

Giuliana ha detto...

Grazie della visita. I nonni...io non ne ho conosciuto nemmeno uno...non ho conosciuto nemmeno mio papà, dato che ero troppo piccola per ricordarmelo...Ho conosciuto la sofferenza di mia mamma e il nostro tentativo di starle accanto, ma la nostra impossibilità di poterlo fare, vuoi per la "nostra famiglia, bambini piccoli..." vuoi per il lavoro. Non c'è molta scelta, le badanti purtroppo a volte non sono una scelta ma una necessità. Sperare di trovare quelle "giuste", visto che di storie se ne sentono non soltanto rivolte ai bambini dell'asilo, ma anche agli anziani, che secondo me "ridiventano bambini".Dicevo obbligati, ma in un certo senso anche sollevati, perchè non è facile prendersi cura di un anziano non autosufficente, oltre che impegno, pazienza, cuore a volte ci vuole anche la preparazione la conoscenza.
Mi sto dilungando e più che un commento sta diventando un tema, ma ne avrei di cose da dire...forse un giorno scriverò un post...! Un abbraccio e complimenti per il tuo impegno, che soltanto adesso ho trovato il tempo di leggere (velocissimamente, ritornerò).Giuliana "GOGO".

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Cara Ambra, hai scelto un tempo molto, toccante i nonni soffrono molto la lontananza della famiglia che hanno costruito, dovremo pensarci più a loro, e impegnarli per sollevare al massimo queste loro sofferenze. Un gran abbraccio cara amica!!

Gabe ha detto...

Ambra,io mi considero una nonna orfana,perchè i miei nipoti stanno in francia,ma sono sicuramente fortunata,rispetto ai nonni di cui parli.Quando ho voglia di vederli,mi sposto,quando vado,o meglio andiamo a trovarli, ,la nostra giornata ruota tutta intorno a loro,ma non è la stessa cosa che averli vicini,nello stesso posto. Ecco che allora ci costruiamo delle alternative,degli interessi che fanno da surrogato,ma accettiamo tutto perchè sappiamo che i nostri figli,hanno lasciato famiglia,casa e terra a cui sono attaccatissimi,per costruire un avvenire,speriamo migliore,ai loro figli.L'amore è anche ,secondo noi,non aver tarpato le ali.Scusa lo sfogo,ti abbraccio

dandelion67 ha detto...

I nonni sono una base stabile della quale i nipoti hanno bisogno per un sereno incontro alla Vita. Da essi possono acquisire quelle perle che i genitori non hanno il tempo di donare. Il lavoro e gli impegni quotidiani rapiscono i genitori dalle attenzioni dei figli..ed ecco che i nonni colmano quel vuoto..sempre attenti ad ogni sorriso ad ogni abbraccio. Disponibili nel tempo...affettuosi compagni di giochi. I miei figli purtroppo non hanno conosciuto questa figura che resta nella società il palo portante della cultura del vivere. A loro un grazie per tutto ciò che fanno..
Bellissimo post Ambra..sereno giorno a te..
Dandelìon

mr.Hyde ha detto...

E' la prima volta che, girando fra i blog, ne trovo uno che tratta questo tema delicato..ahimè..delicato, perché mette i figli di fronte ad una realtà che apre dentro di loro profonde ferite determinate da sensi di colpa nei confronti dei genitori ( i"nonni"), e dal rendersi conto che , a loro volta, si troveranno nelle condizioni di "nonni"...Riguardo alle badanti, a me ed ai miei fratelli è andata bene, però il senso di colpa, un po' è rimasto..Ma lo continuerò questo discorso, perché mi coinvolge emotivamente...Per ora ti ringrazio e ti saluto.

Soffio ha detto...

Siamo già preparati all'idea di non dover pesare sui figli. Meglio una decente struttura di una badante che parla con altre badanti una lingua sconosciuta

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